martedì, settembre 12, 2006

Leggende dei boschi

Una volta una fata malvagia, brutta ed ossuta, si addentrò nel bosco. Forse non tutti lo sanno, ma come ci sono le fate buone, ci sono anche quelle malvagie.
Questa fata, carica di rancore e di rabbia, invidiosa di tutti, camminava nel bosco sputando il suo livore. Non solo era malvagia, ma era anche inetta e le magie non le riuscivano mai del tutto.

Passeggiava nel bosco pensando a come mettere in pratica qualche nefanda azione. Avanzando nel folto della vegetazione, con la schiena curva tanto che il naso adunco sfiorava il terreno, andò ad imbattersi in un fungo velenoso mezzo marcio.


"Maledetto fungaccio schifoso, togliti dalla mia strada!" lo apostrofò.
"Sarai bella tu!" rispose lui "e comunque è noto che i funghi non possono camminare."
"Ah no?" rispose stizzita "ora vedrai!" e con un incantesimo fece spuntare i piedi all'immondo fungo.

Il brutto carpoforo ne fu piacevolmente sorpreso ed si mise a correre in mezzo alle foglie secche.

"Io non faccio beneficenza!" sibilò la fata "Tu da adesso sarai mio devoto servo!" e fece un altro sortilegio così che il laido fungo fu nei poteri della fata.
Quindi la fata si incamminò verso la sua lurida casa con il fungo che la seguiva come un'ombra. Dopo un poco di cammino la fata fu presa dal dubbio.

"Cosa me ne faccio di uno stupido fungo che mi segue come un cane?" si chiese la fata lercia "sbadatamente ho fatto una magia della quale non conosco l'antidoto! Potessi almeno mangiarmelo, ma è velenoso e marcio!"

Purtroppo per la fata, l'incantesimo che aveva soggiogato il fungo non era riuscito perfettamente. Il micete obbediva alla fatucchiera, ma a parole diceva quello che ne aveva voglia.

"Brutta megera, dobbiamo camminare ancora per molto? Sarei già piuttosto stanco!"
"Taci!" gli rispondeva stizzita lei.
"Che fata di quart'ordine! Non sei neanche capace di rompere un incantesimo che hai fatto tu! Io mica ci vengo volentieri con te!"
"Taci!!!! Al posto di parlare pensa ad un modo per essermi utile, altrimenti ti faccio seccare al sole!"

Il fungo spaventato per un po' stette zitto.

"Mi è venuta un'idea!" esclamò il fungaccio.
"Sentiamo!" rispose sarcastica la fata.
"Apriamo una locanda, un agriturismo!"
"Da un fungo putrefatto non ci si poteva aspettare una proposta intelligente!"
"Non sei sufficientemente malvagia! Con il mio veleno intossichiamo gli ospiti e quando sono morti e stecchiti gli freghiamo il portafoglio!"
"Ti ho sottovalutato, indegno figlio di un micelio schifoso!" esclamò entusiasta lei "E come muoiono quelli che ingeriscono il tuo fetido veleno?"
"Lentamente, con spasmi e dolori."
"Wonderful!" commentò la brutta fata "Però, rimane un problema!"
"Quale?"
"Il nome da dare al locale."
"Io, un'ipotesi ce l'avrei...."

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